domenica 14 giugno 2026

La Bella Signora. (1?)

 Dopo una quantità di tempo quasi non concepibile da mente umana ho avuto un'ideuzza riguardo a un racconto ( O novella? O romanzo? Boh!) horror e ho scritto di getto queste prime due pagine.

Sperando di avere ancora l'ispirazione domani, e nei giorni successivi, fino a che tutta la storia sia stata partorita, pubblico queste prime due pagine qui; leggetele e, se vi va, ditemi che ne pensate.

Buona lettura!


La Bella Signora

 

«Cosa stai guardando?» chiese Marco a suo figlio che se ne stava imbambolato davanti alla, troppo, alta pila di giornali che doveva separare per buttare i vecchi nel bidone della differenziata di carata e cartone. Sembrava che stesse guardando un’opera d’arte appena scoperta.

«Niente.» gli rispose il figlio voltandosi a guardarlo con lo sguardo confuso, poi sorrise e disse: «La ragazza su quel giornaletto di offerte della profumeria,» prese l’opuscolo stampato su dozzinale carta patinata che aveva trovato insieme ad altro infinito ciarpame nella cassetta della posta e che aveva messo sui giornali senza pensarci, «È che… assomiglia molto ad una che conosco.»

Si avvicinò al figlio, che era appena diventato, se ne accorgeva adesso, più alto di lui. Guardò la copertina dell’opuscolo e guardò la bella ragazza sorridente. Sì, in effetti era un volto conosciuto. «È una tua compagna di classe?» gli domandò fissando ancora la foto. Sì, la conosceva, senza alcun dubbio.

«No.» gli rispose Francesco ridendo, poi aggiunse: «Non è in classe con me, è la prima donna con cui ho fatto l’amore.»

Marco rimase immobile guardando il figlio, poi sbarrò gli occhi e pensò che la sua mascella gli sarebbe caduta in terra. Francesco aveva 18 anni ed era omosessuale, e lo aveva sempre detto a gran voce, fin da quando di anni non ne aveva nemmeno dodici. E la ragazza nella foto sembrava anche più vecchia del figlio, almeno sui 22 o 23 anni. «Cosa? Ma tu …»

«Sì, papà, certo, non ho cambiato sponda, è solo che … non so perché, da quando ho 13 anni, sogno questa ragazza, o una che le assomiglia come una goccia d’acqua, e in quei sogni facciamo l’amore. Ho avuto con lei la mia prima polluzione notturna.»

“Ecco una di quelle cose che avrei fatto a meno di sapere” pensò Marco, poi guardò di nuovo la ragazza, e pensò che non fosse proprio identica alla persona che conosceva lui, quella aveva un …

«Però la ragazza dei miei sogni ha un neo vicino al sopracciglio sinistro, un piccolo neo rotondo.» disse Francesco ridendo, sì, la Bella Signora ha un piccolo neo che lei non ha.

Il ragazzo ripose l’opuscolo sulla pila di quotidiani vecchi, lanciò un ultimo sguardo alla foto della modella e poi si voltò a guardare il padre. Rimase stupito dall’espressione che aveva, «Cosa c’è, papà? Stai male?»

«Cosa? No, è che … è solo che mi è sembrato… La Bella Signora? Perché la chiami così?»

«Perché la sogno fin da quando ero piccolo, ogni tanto sognavo questa bella signora con i capelli castani e ricci che giocava con me. Spesso andavo a dormire perché speravo che venisse a prendermi per un lungo giro in campagna con lei.»

Marco si sentiva strano, era una sensazione di dejà vu davvero fastidiosa, «E perché non ne hai mai parlato?»

«Erano sogni, nulla di strano.» gli disse e poi si voltò sentendo il riconoscibile clacson dell’auto della madre che era venuto a prenderlo. Un altro finesettimana era finito. Il ragazzo prese lo zaino e abbracciò il padre e gli disse: «Ciao, Papone, vado. Vieni a salutare mamma?»

Forse il sorriso che gli sbocciò sulle labbra fu un po’ troppo acidulo e sarcastico, se lo cancellò dal volto con una certa fatica e disse: «No, salutamela, però. Divertiti questa settimana!» e, guardando il figlio che correva giù dalle scale si pentì di non aver detto quel “dille che le voglio bene” che gli si era fermato sulla punta della lingua. Le voleva bene, gliene voleva molto, ma come fai a dirlo alla tua ex moglie che si è risposata?

Andò sul balcone e salutò il figlio e Anna che si sporse dal finestrino della sua auto rossa. Le vide fare quel piccolo gesto con la mano, quando salutava sembrava sempre un micio che sta facendo un grattino in aria. Le sorrise ricacciando un singhiozzo, era tutto finito, la nave aveva ormai superato il punto di non ritorno e l’unica possibilità di sopravvivere era andare avanti nella navigazione, per quanto gli mancasse la terra lasciata alle sue spalle. Anna e Francesco svoltarono l’angolo e lui rimase a guardare la strada percorsa da passanti indaffarati nelle loro conversazioni con gli smartphone. Di nuovo solo.

Tornato dentro cominciò a smistare in due mucchi i giornali che stavano seriamente rischiando di rovinare in terra, tenne solo i tre quotidiani comprati negli ultimi giorni, il Venerdì e quella rivista di giardinaggio con l’articolo sulle ortensie. Cominciò a infilare i giornali da buttare in una delle robuste borse del supermercato e si fermò quando toccò alla rivista della profumeria. La ragazza dai capelli castani e dai denti candidi continuava a ridere bloccata in quello scatto per sempre. Sì, era un volto che conosceva, senza dubbio, ma le mancava un neo a fianco del sopracciglio.

Si sedette con la rivista in mano guardando quel volto. Era quasi uguale al volto che gli sembrava di conoscere, come quando in un film trovano un attore davvero somigliante al personaggio reale che deve interpretare, ma non riusciva a ricordare dove e quando l’avesse vista. Ma se l’aveva vista… chi era la donna che aveva fatto sesso con suo figlio tredicenne? Poggiò la rivista sul tavolo, andò sul balcone a controlla re se le piante avessero bisogno di acqua e poi tornò dentro e guardò di nuovo la foto. La Bella Signora… gli risuonò in testa come una nota falsa, quel nomignolo. La Bella Signora, suo figlio di notte giocava con la Bella Signora. Perché pensava ad un cimitero?

A forza di guardare la foto stava smettendo di vedere i lineamenti di quella modella e stava cominciando a notare solo i pixel della stampa, come in quelle immagini che giravano quando era ragazzo, una marea da puntini da guardare senza mettere a fuoco, fino a che spuntava l’immagine di una giraffa o di un rinoceronte.

Mise la rivista in cima alla pila di giornali, guardò per l’ennesima volta il viso sorridente contornato da mossi capelli castani e si dedicò alle pulizie borbottando tra sé e sé le parole “la Bella Signora” mentre la sua mente veniva catturata da quello che stava facendo.

Non avrebbe più pensato a quel fatto fino a due giorni dopo, quando gli sarebbe arrivato quel pacco di carte ingiallite. Ma la sognò, anche lui sognò la Bella Signora, con il suo neo accanto al sopracciglio.