Dopo una quantità di tempo quasi non concepibile da mente umana ho avuto un'ideuzza riguardo a un racconto ( O novella? O romanzo? Boh!) horror e ho scritto di getto queste prime due pagine.
Sperando di avere ancora l'ispirazione domani, e nei giorni successivi, fino a che tutta la storia sia stata partorita, pubblico queste prime due pagine qui; leggetele e, se vi va, ditemi che ne pensate.
Buona lettura!
La Bella Signora
«Cosa stai guardando?» chiese Marco a
suo figlio che se ne stava imbambolato davanti alla, troppo, alta pila di
giornali che doveva separare per buttare i vecchi nel bidone della
differenziata di carata e cartone. Sembrava che stesse guardando un’opera
d’arte appena scoperta.
«Niente.» gli rispose il figlio
voltandosi a guardarlo con lo sguardo confuso, poi sorrise e disse: «La ragazza
su quel giornaletto di offerte della profumeria,» prese l’opuscolo stampato su
dozzinale carta patinata che aveva trovato insieme ad altro infinito ciarpame
nella cassetta della posta e che aveva messo sui giornali senza pensarci, «È
che… assomiglia molto ad una che conosco.»
Si avvicinò al figlio, che era appena
diventato, se ne accorgeva adesso, più alto di lui. Guardò la copertina
dell’opuscolo e guardò la bella ragazza sorridente. Sì, in effetti era un volto
conosciuto. «È una tua compagna di classe?» gli domandò fissando ancora la
foto. Sì, la conosceva, senza alcun dubbio.
«No.» gli rispose Francesco ridendo,
poi aggiunse: «Non è in classe con me, è la prima donna con cui ho fatto
l’amore.»
Marco rimase immobile guardando il
figlio, poi sbarrò gli occhi e pensò che la sua mascella gli sarebbe caduta in
terra. Francesco aveva 18 anni ed era omosessuale, e lo aveva sempre detto a
gran voce, fin da quando di anni non ne aveva nemmeno dodici. E la ragazza
nella foto sembrava anche più vecchia del figlio, almeno sui 22 o 23 anni.
«Cosa? Ma tu …»
«Sì, papà, certo, non ho cambiato
sponda, è solo che … non so perché, da quando ho 13 anni, sogno questa ragazza,
o una che le assomiglia come una goccia d’acqua, e in quei sogni facciamo
l’amore. Ho avuto con lei la mia prima polluzione notturna.»
“Ecco una di quelle cose che avrei
fatto a meno di sapere” pensò Marco, poi guardò di nuovo la ragazza, e pensò
che non fosse proprio identica alla persona che conosceva lui, quella aveva un
…
«Però la ragazza dei miei sogni ha un
neo vicino al sopracciglio sinistro, un piccolo neo rotondo.» disse Francesco
ridendo, sì, la Bella Signora ha un piccolo neo che lei non ha.
Il ragazzo ripose l’opuscolo sulla
pila di quotidiani vecchi, lanciò un ultimo sguardo alla foto della modella e
poi si voltò a guardare il padre. Rimase stupito dall’espressione che aveva,
«Cosa c’è, papà? Stai male?»
«Cosa? No, è che … è solo che mi è
sembrato… La Bella Signora? Perché la chiami così?»
«Perché la sogno fin da quando ero
piccolo, ogni tanto sognavo questa bella signora con i capelli castani e ricci
che giocava con me. Spesso andavo a dormire perché speravo che venisse a
prendermi per un lungo giro in campagna con lei.»
Marco si sentiva strano, era una
sensazione di dejà vu davvero fastidiosa, «E perché non ne hai mai
parlato?»
«Erano sogni, nulla di strano.» gli
disse e poi si voltò sentendo il riconoscibile clacson dell’auto della madre
che era venuto a prenderlo. Un altro finesettimana era finito. Il ragazzo prese
lo zaino e abbracciò il padre e gli disse: «Ciao, Papone, vado. Vieni a
salutare mamma?»
Forse il sorriso che gli sbocciò sulle
labbra fu un po’ troppo acidulo e sarcastico, se lo cancellò dal volto con una
certa fatica e disse: «No, salutamela, però. Divertiti questa settimana!» e,
guardando il figlio che correva giù dalle scale si pentì di non aver detto quel
“dille che le voglio bene” che gli si era fermato sulla punta della lingua. Le
voleva bene, gliene voleva molto, ma come fai a dirlo alla tua ex moglie che si
è risposata?
Andò sul balcone e salutò il figlio e
Anna che si sporse dal finestrino della sua auto rossa. Le vide fare quel
piccolo gesto con la mano, quando salutava sembrava sempre un micio che sta
facendo un grattino in aria. Le sorrise ricacciando un singhiozzo, era tutto
finito, la nave aveva ormai superato il punto di non ritorno e l’unica
possibilità di sopravvivere era andare avanti nella navigazione, per quanto gli
mancasse la terra lasciata alle sue spalle. Anna e Francesco svoltarono
l’angolo e lui rimase a guardare la strada percorsa da passanti indaffarati
nelle loro conversazioni con gli smartphone. Di nuovo solo.
Tornato dentro cominciò a smistare in
due mucchi i giornali che stavano seriamente rischiando di rovinare in terra,
tenne solo i tre quotidiani comprati negli ultimi giorni, il Venerdì e quella
rivista di giardinaggio con l’articolo sulle ortensie. Cominciò a infilare i
giornali da buttare in una delle robuste borse del supermercato e si fermò
quando toccò alla rivista della profumeria. La ragazza dai capelli castani e
dai denti candidi continuava a ridere bloccata in quello scatto per sempre. Sì,
era un volto che conosceva, senza dubbio, ma le mancava un neo a fianco del
sopracciglio.
Si sedette con la rivista in mano
guardando quel volto. Era quasi uguale al volto che gli sembrava di conoscere,
come quando in un film trovano un attore davvero somigliante al personaggio
reale che deve interpretare, ma non riusciva a ricordare dove e quando l’avesse
vista. Ma se l’aveva vista… chi era la donna che aveva fatto sesso con suo
figlio tredicenne? Poggiò la rivista sul tavolo, andò sul balcone a controlla
re se le piante avessero bisogno di acqua e poi tornò dentro e guardò di nuovo
la foto. La Bella Signora… gli risuonò in testa come una nota falsa, quel
nomignolo. La Bella Signora, suo figlio di notte giocava con la Bella Signora.
Perché pensava ad un cimitero?
A forza di guardare la foto stava
smettendo di vedere i lineamenti di quella modella e stava cominciando a notare
solo i pixel della stampa, come in quelle immagini che giravano quando era
ragazzo, una marea da puntini da guardare senza mettere a fuoco, fino a che
spuntava l’immagine di una giraffa o di un rinoceronte.
Mise la rivista in cima alla pila di
giornali, guardò per l’ennesima volta il viso sorridente contornato da mossi
capelli castani e si dedicò alle pulizie borbottando tra sé e sé le parole “la
Bella Signora” mentre la sua mente veniva catturata da quello che stava
facendo.
Non avrebbe più pensato a quel fatto
fino a due giorni dopo, quando gli sarebbe arrivato quel pacco di carte
ingiallite. Ma la sognò, anche lui sognò la Bella Signora, con il suo neo
accanto al sopracciglio.